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Impresa 4.0, come cambia nel 2019 il piano per incentivare l’innovazione

Qualche importante cambiamento nel piano Impresa 4.0 licenziato a fine anno dal Governo. La buona notizia, innanzitutto, è che il piano non viene messo da parte nel 2019. Ci sono però novità da segnalare, prima tra tutte la conclusione del superammortamento, lo sconto fiscale dedicato all’acquisto delle macchine tradizionali. Nei programmi del Governo dovrebbe essere sostituito dai nuovi benefici della mini Ires (dal 24 al 15%) sugli utili reinvestiti. Altre novità introdotte toccano il tema della formazione, il bonus ricerca e il sostegno all’internazionalizzazione.

Per quanto riguarda gli incentivi, viene prorogato di un anno l’iperammortamento, ma il rinnovo passa attraverso un nuovo meccanismo di calcolo, con aliquote variabili. Per i nuovi investimenti effettuati a partire dall’1 gennaio di quest’anno, l’iperammortamento è del 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro, del 50% per gli investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. Non sono invece previste maggiorazioni di ammortamento per gli investimenti che superano i 20 milioni di euro. Sono resi agevolabili anche i costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso, mediante soluzioni di cloudcomputing, ai beni immateriali.

Sul fronte della formazione, il credito d’imposta viene prorogato di un anno, con un riordino del meccanismo di calcolo che, come per l’iperammortamento, tende a favorire le imprese più piccole. Il limite di spesa è di 300mila euro per le piccole e 200mila per le grandi aziende, con il credito d’imposta che viene attribuito nella misura del 50% per le spese sostenute dalle piccole imprese. Scende al 30% per le grandi aziende. Una novità è rappresentata dal contributo a fondo perduto riservato alle imprese impegnate della trasformazione digitale. È possibile infatti sfruttare dei vuocher per ricorrere a manager per la digitalizzazione. Anche in questo caso i contributi sono stati rimodulati per favorire le imprese di piccole dimensioni.

È stato stato ridimensionato il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. Il tetto annuale massimo scende da 20 a 10 milioni, e si riduce anche l’entità: al 50% per alcune voci come personale e contratti con università, mentre scende al 25% per la parte restante. Sono previsti due nuovi fondi per favorire lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale e Internet of things, pari a 15 milioni di euro per tre anni.

Confermata infine la Nuova Sabatini, il bonus beni strumentali per l’acquisto di attrezzature, macchinari, pc e software. In questo caso il fondo ammonta a 48 milioni per il 2019. Infine sono stanziati 90 milioni per il sostegno all’internazionalizzazione e 20 milioni per il potenziamento del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy.