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Intelligenza artificiale, esperti europei al lavoro per un “codice etico”

Difendere la dignità umana e metterla al riparo da un futuro in cui i robot potrebbero agire autonomamente. A questo serve il documento prodotto da un pool di esperti provenienti da tutta Europa contenente soluzioni tecniche e non solo su come fornire trasparenza e responsabilità intorno all’AI, e incoraggiare le aziende e i ricercatori a sviluppare protezioni della privacy, non discriminazione e supervisione umana nei loro progetti in una fase iniziale. Il documento è aperto a suggerimenti in attesa della versione definitiva che arriverà a marzo dell’anno prossimo.

L’intelligenza artificiale non dovrà mai danneggiare gli esseri umani (ma pure gli animali o la natura); questa tutela dovrà essere garantita sotto diversi profili: quello della dignità, della sicurezza fisica, psicologica e finanziaria. Inoltre, si legge, le macchine intelligenti dovranno sempre operare in favore della realizzazione.

Secondo i i 52 esperti selezionati dal mondo accademico, dell’industria e della società civile che hanno lavorato per conto della Commissione europea al documento, va evitata un’eccessiva dipendenza da questi software per salvaguardare l’autonomia dell’uomo. È indispensabile che i meccanismi di funzionamento di questi dispositivi siano trasparenti, accessibili e in linea di principio comprensibili a tutti.

“L’intelligenza artificiale può apportare grandi benefici alle nostre società, dalla diagnosi dei tumori alla riduzione del consumo energetico. Ma affinché le persone accettino e utilizzino i sistemi basati su questa tecnologia devono averne fiducia, sapere che la loro privacy è rispettata, che le decisioni non sono di parte. Il lavoro del gruppo di esperti è molto importante in questo senso e incoraggio tutti a condividere i commenti per aiutare a finalizzare le linee guida”, ha detto Andrup Ansip, vicepresidente della Commissione europea e commissario al Digitale.