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L’ingegnere? Competenze trasversali e digitali, formazione scientifica ma anche umanistica

Nuove competenze digitali e trasversali sono indispensabili, così come l’ingegnere del futuro (e del presente) non può prescindere da una formazione tecno-scientifica integrata da una solida base umanistica.  Così hanno risposto in sintesi, dalla platea, amministratori, manager, docenti universitari, partner, istituzioni al questionario proposto da Hypertec, nel corso del suo canvass bolognese, durante la seduta dedicata a “Uno sguardo sul futuro” dell’impresa, dell’industria 4.0 e di come ridurre il gap tra la domanda, sempre crescente, di ingegneri, e le “disponibilità” offerte dalle Università.

“Quali sono i tre elementi o strategie operative più importanti per la realizzazione dell’industria 4.0?”. Al primo quesito l’83% ha risposto: “Investire in formazione: una rivoluzione digitale non può prescindere da nuove competenze, sempre più performanti”. Il 12% ha optato sugli investimenti in intelligenza artificiale e nuove tecnologie; il 5% sugli investimenti in infrastrutture e banda larga.

“Quali le principali skill che deve possedere l’ingegnere meccatronico del futuro?”. Per il 56% il pensiero critico, la capacità di analizzare e valutare al meglio le possibilità che si presentano in campo meccanico ed elettronico. Per il 27% leadership e change management nei ruoli chiave. L’ingegnere meccatronico del futuro deve trainare un team formato da meccanici ed elettronici basandosi sull’innovazione. Per il 17%, invece, sono indispensabili competenze specialistiche, un mix tra ingegneria meccanica e ingegneria elettronica.

“La quarta rivoluzione industriale dovrebbe essere accompagnata da una rivoluzione culturale, che sposti l’accento della formazione dalle materia umanistiche a quelle tecnico-scientifiche, oppure si può rovesciare il paradigma e sostenere la necessità di agganciare l’innovazione tecnologica a una base formativa umanistica?”.  Per la stragrande maggioranza, l’81%, occorre una formazione tecno-scientifica integrata da una buona formazione umanistica; nettamente distaccate le opzioni “più formazione tecno-scientifica” e “non credo che vi sia convergenza possibile tra materie tecno-scientifiche e umanistiche”.