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Polo scientifico e tecnologico internazionale: il rilancio del Centro Enea del Brasimone

Un polo scientifico e tecnologico di rilievo internazionale, in grado di attrarre da tutto il mondo sia attività di ricerca che talenti. Contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo del territorio. È il futuro del Centro ricerche Enea del Brasimone (Bologna), delineato nel Protocollo di intesa siglato tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana ed Enea che pone le basi per sostenere il rilancio e la valorizzazione del sito.

Il piano di potenziamento congiunto, una volta attuato, prevede investimenti fino a 100 milioni di euro nel periodo 2018-2025, con un sensibile aumento di nuovi posti di lavoro diretti e nell’indotto dell’area. Uno degli obiettivi di fondo è infatti  il rilancio della montagna attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, grazie ai progetti che verranno sviluppati.

L’intesa punta a trasformare il Centro Enea del Brasimone in una cittadella della ricerca, attiva in svariati settori per attrarre studiosi da tutto il mondo coinvolgendo organismi scientifici delle due regioni e interessando i sistemi produttivi dei relativi territori.

Per arrivare a questo obiettivo, gli enti interessati, in collaborazione con le Città metropolitane di Bologna e Firenze e con le Unioni dei Comuni dell’Appennino Bolognese e l’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, valuteranno interventi di potenziamento della dotazione infrastrutturale logistica e telematica che possano creare condizioni ulteriormente favorevoli allo sviluppo del Centro stesso e dei territori circostanti.

“Questo accordo è frutto di un tavolo di lavoro istituzionale fortemente voluto dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana- ha affermato il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Puntavamo a raggiungere tutti gli obiettivi possibili per valorizzare e rilanciare il Centro del Brasimone, soprattutto per incrementare sviluppo e occupazione”.

“Il Centro del Brasimone, già oggi centro di eccellenza sul piano internazionale in relazione alle ricerche sulla fusione nucleare, raddoppia – ha affermato Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive. – La fattiva collaborazione con Enea e il gioco di squadra tra Regioni e i sindaci del territorio, ha permesso di ottenere ulteriori investimenti in ricerca tra cui un progetto unico a livello internazionale dedicato ai radiofarmaci. I campi di ricerca individuati aprono prospettive di forte sviluppo per produrre energia pulita, inesauribile, sicura, e sulle nuove frontiere della diagnosi delle malattie tumorali. Gli investimenti previsti e la capacità di creare sinergie con università e organismi di ricerca e imprese delle due regioni renderà ancora più centrale il lavoro fin qui svolto, con ricadute straordinarie su attrazione di competenze, ‘cervelli’ e quindi su sviluppo industriale e occupazione dell’Appennino”.