Inserisci il termine di ricerca e clicca invio.

Rapporto meccatronica: 31mila imprese, 273 miliardi di fatturato

Tra il 2015 e il 2017 il numero di società di capitale impegnate nel settore della meccatronica è cresciuto del 32,8%; le imprese sono oltre 31mila, il numero dei dipendenti ha raggiunto quota  883mila, pari a un +23,8% rispetto al 2015; il fatturato complessivo è aumentato del 42,4%, superando i 273 miliardi di euro.

I dati che disegnano un settore in fermento sono contenuti nell’ultima edizione del rapporto “Il cuore industriale della meccatronica in Italia”, realizzato dal Centro studi Antares, e promosso da Unindustria Reggio Emilia. La ricerca è stata presentata in occasione del Premio italiano meccatronica, giunto alla dodicesima edizione, e consegnato a Technogym “per aver adottato soluzioni meccatroniche, che hanno permesso lo sviluppo di prodotti innovativi tali da determinare vantaggi competitivi distintivi sui mercati internazionali”.

Tornando allo studio di Antares, la crescita del settore è stata trainata dalla diffusione delle tecnologie della meccatronica negli impianti di produzione.  Le regioni i cui tessuti industriali più beneficiano degli investimenti in meccatronica sono la Lombardia (19,1 milioni di valore aggiunto), l’Emilia-Romagna (12,5 milioni), il Piemonte (11,3 milioni) e il Veneto (8,6 milioni).

L’aumento della produttività media per dipendente, che passa da 69.546 a 80.254 euro, permette di dare una lettura della crescita del settore nell’ultimo triennio. “Il Piano Industria 4.0 messo in campo dal Governo ha avuto sicuramente un ruolo in questa dinamica – spiega Alessandro Dardanelli, ricercatore del centro Antares – l’aumento della produttività media di circa 10mila euro per dipendente è l’effetto della diffusione della tecnologie dell’industria 4.0, capaci di generare processi di produzione automatizzati ed efficienti. La meccatronica è per definizione permeata di industria 4.0: incentivare questo tipo di innovazione significa incentivare il settore della meccatronica e i dati lo dimostrano”.

Come altri settori in Italia, anche quello della meccatronica deve fare i conti con il gap di competenze tra domanda del mondo del lavoro e offerta di personale dotato di una formazione tecnica avanzata. “I dati favorevoli che emergono dal rapporto Antares sullo stato della meccatronica in Italia – spiega Maurizio Brevini, Presidente Club Meccatronica di Unindustria Reggio Emilia – si scontrano purtroppo con un dato allarmante: la mancanza di sufficienti risorse umane da inserire nelle aziende, nonostante gli sforzi rilevanti profusi dal sistema Confindustria in collaborazione con gli istituti tecnici, gli ITS e le Università”. Per il futuro, nonostante il trend positivo, Brevini avverte: “Le imprese non devono perdere l’attitudine a innovare: è fondamentale saper capire e adeguarsi velocemente alle repentine mutazioni della domanda del mercato, alla continua ricerca di prodotti sempre più avanzati, in grado di dialogare tra loro, interagendo per massimizzare le proprie prestazioni o quelle del sistema o servizio in cui sono collocati”.